LA BAITA DI PILATO


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Chiesa Santa Maria in Casilicchio

Dintorni > Arte e Cultura

A 200 metri dalla Baita di Pilato sorge la Chiesa di Santa Maria in Casalicchio.

Sono presenti temi pittorici che si ripetono lungo le pareti tratti dal repertorio popolare legato alla cultura monastica benedettina e particolarmente a quella farfense del XV secolo. Parrocchia del comune di Montemonaco per lungo periodo ora luogo di destinazione dell'annuale processione di tutte le autorità politiche municipali e del popolo, nel giorno di San sebastiano (protettore dei Vigili Urbani) il 20 gennaio di ogni anno, si può connsiderare uno dei santuari contra pestem, meta di pellegrinaggi verosimilmente originatisi a seguito della terribile pestilenza del 1527 portata in Italia dai Lanzichenecchi.
La chiesa presenta la seconda navata a sinistra comunicante con quella più antica, della metà del XV secolo.
Intarsi cromatici nei costoloni della volta cadenzano le immagini degli Evangelisti colti còlti nell'aguzzare una penna d'oca o nell'asciugare lo stilo o ancora nell'atto di scrivere.
Nei tondi della base sono raffigurati i quattro dottori della Chiesa: San Girolamo, Sant'Agostino, Sant'Ambrogio e San Gregorio Magno.
Nelle lunette della parete destra si può ammirare la
Dormitio Virginis (Morte della Madonna), però intaccata dall'apertura di una piccola finestra, al culmine della quale è posta un'altra immagine di Maria che ascende al cielo sostenuta dal Cristo.
Sotto, un trittico con al centro la
Maestà affiancata ai lati da San Bartolomeo (patrono di Foce, che fù scorticato vivo) e San Giacomo; più distante Santa Lucia protrettrice della vista.
La monumentale
Crocefissione, mutila alla base, esprime alta drammaticità. Nell'intradosso degli archi che delimitano la seconda campata vi sono raffigurati: Sant'Agata, Santa Caterina ed il Cristo benedicente; tra la prima e la seconda campata sono affrescate la Madonna col Bambino, Sant' Amico, sant'Antonio Abate.
Nella navata sinistra, figure spesso mutile colmano gli spazi: il Volto Santo di Cristo, una Vergine in trono e San Bernardino da Siena. Questo secondo ciclo pittorico, più tardivo, è riferibile ad un pittore umbro-marchigiano della seconda metà del XV secolo.

Inoltre è possibile visitare la Chiesa di San Giorgio all'Isola e la Chiesa di San Lorenzo di Vallegrascia poco distanti.






Nel secondo decennio del seicento si eseguirono alcune radicali trasformazioni, una targa dipinta reca infatti la data 1612.
Inoltre nella chiesa fino a non molto tempo fa erano presenti una Vergine con il Bambino, gruppo in legno policromo di arte marchigiana del secolo XVI, davanti a questa statua erano emessi i giuramenti e “ La Madonna del Rosario”, anch’esso in legno intagliato e policromo, ora presso il Museo d’Arte Sacra Diocesano di Montemonaco
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